Sull’idea di una nuova Europa

Sull’idea di una nuova Europa
12 Marzo 2019 Andrea Scuderi

L’appello dei partiti e dei movimenti europeisti all’unità di tutte le energie che si riconoscono nell’idea di Europa, assume per i giuristi un valore specifico.

In Europa sono nati i “diritti umani”, basati sull’idea che le libertà che ciascun uomo rivendica a se stesso, si impongono per la loro stessa essenza come attributo universale e proprio di tutti gli esseri umani.

Sulla base di questa concezione nel nostro Continente, nei secoli più recenti, si è sviluppata e tradotta in diritti e doveri quella cultura della Libertà, della Solidarietà e della Fratellanza che nel tempo presente occorre riprendere, rafforzare e diffondere come essenziale garanzia di Unità e di Pace.

Non si possono dimenticare – e vanno perciò sempre ricordate alle nuove generazioni – le terribili tragedie vissute nel secolo scorso, per il prevalere di quegli egoismi sovranisti e nazionalisti che hanno travolto la vita, la dignità e i diritti.

La virulenta risorgenza perciò, all’interno dello spazio europeo, di simili concezioni – in relazione all’affacciarsi sul panorama mondiale di integralismi religiosi e nazionalisti e di politiche oligarchiche ed imperialiste – vede oggi a rischio il fondamentale valore della Pace nel nostro Continente e nell’intero Pianeta.

Al tempo stesso, le grandi sfide del nostro secolo – la difesa dell’Ambiente dal mutamento climatico, l’Integrazione fra popoli e culture di fronte alle nuove migrazioni, la dimensione globale dell’economia finanziaria e della rivoluzione telematica – non possono essere affrontate senza quella Unità tra i popoli del Pianeta, che trova il suo primo esempio e nucleo fondante nell’Unità Europea.

Sono sfide che interpellano in modo diretto la coscienza del giurista e gli segnano un nuovo orizzonte di responsabilità ed impegno sul quale si stagliano la rigenerazione dell’Ambiente, la tutela dei Diritti Umani e Sociali, la difesa dei principi di Democrazia e Partecipazione, la definizione di nuove regole generali, tanto nella relazione ed integrazione fra popoli e culture quanto nell’uso rivolto al bene comune delle scoperte scientifiche e delle innovazioni tecnologiche.

Un orizzonte all’interno del quale l’approdo più immediato è necessariamente segnato da un deciso passo avanti dell’Unità europea col passaggio di un primo e più solido nucleo di Stati membri ad un’Europa federale la quale – fondandosi su una costituzione politica e rifiutando tanto i condizionamenti egoistici e burocratici quanto i populismi nazionalisti e sovranisti – recuperi l’energia e legittimazione democratica e parlamentare necessarie ad attuare una comune politica dei Diritti umani e sociali, dell’integrazione e delle migrazioni, della fiscalità e dell’economia, della ricerca scientifica e della tecnologia, divenendo un solido e fondamentale riferimento per il mantenimento della Pace nel mondo.

Siamo oggi di fronte al fondato timore ed al grave rischio che – esitando e cedendo il passo a concezioni contrarie ed opposte – la cultura dei Diritti e della Solidarietà che il nostro Continente ha ispirato e nutrito e con esse la funzione stessa del giurista, possano domani divenire servili ed inutili.

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